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Volti e Storie di una comunità. Ritratti, oggetti, memorie.

Nell’anno del cinquecentenario dell’istituzione del Ghetto di Venezia, nel mese dedicato alla Memoria, i ritratti fotografici in mostra e le interviste video con i relativi approfondimenti navigabili dai supporti a disposizione, che li accompagnano raccontano la storia contemporanea dell’attuale Comunità ebraica di Venezia.

Uomini e donne di diverse età, di esperienze diverse, che hanno accettato di farsi ritrarre insieme ad oggetti significativi della quotidianità di ognuno permettendo al visitatore di entrare nel mondo delle esistenze personali. Aneddoti, curiosità, esperienze di vita, tradizioni ebraiche e veneziane, ricordi; questo raccontano con immagine e parola i protagonisti del progetto di Della Corte e Guidobaldi.

La mostra sarà visitabile dal 15 gennaio al 5 marzo con gli orari del Museo Ebraico di Venezia, è organizzata dal Museo Ebraico di Venezia in collaborazione con Comunità Ebraica di Venezia e CoopCulture,


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Storie di uomini e cibo nella Laguna di Venezia.
C’è Venezia. Quella del luogo comune che la vuole tutta gondole, spritz, biennali, maschere piumate e turismo massificato.
Poi c’è la Laguna. Quella delle grandi navi che la attraversano, silenziose non per rispetto ma per contratto, e che non sanno che lì, poco oltre la loro scia, ci sono uomini su piccole barche che pescano; che su lembi di terra strappati alle acque salmastre lavorano la terra, coltivano orti e producono vino; che attenti seguono la danza delle api nelle barene per ottenere il pregiatissimo miele.


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Foodografia

 FoodGraphia è una rassegna  dedicata alla Food Art & Photographyche si propone di spostarel’attenzione dal cibo, visto come elemento primordiale,  alla fotografia e alla  Food Art, viste come manifestazioni culturali.  Il cibo non perde d’importanza e non perde la sua centralità, in quanto oggetto delle discipline stesse, solo diventa soggetto di  formedi espressioneartistiche.

La rassegnasi svolgerà dal 18 al 28 gennaio 2017 a Palazzo del Senato, uno dei più beipalazzi storici Milanesi, e si articolerà in una grande mostra collettiva dedicata alla FoodArt & Photography.

Spazio Paganini, Palazzo del Senato, via senato 10, Milano.

Orari di accesso allo spazio espositivo Paganini: 10,00-13,00 e 14,00-17,00dal lunedì al giovedì, 10,00-13,00 venerdìe sabato.


 La Rassegna espositiva, ospitata nell’adiacenteSpazio Paganini, si compone di una mostra collettiva incui gli artistiesporranno opere di varia natura e tecnica.Ecco gli autori selezionati in rigoroso ordine alfabetico: Tiziana Barbaro, Francesco Bellesia, Andrea Belloni, Andrea Bertani,Teresa Bianchi, Angela Brucoli, Daniele Libero Campi Martucci e Carmen Romeo, Maristella Campolunghi, Fabio Conte, Claudio Dellosa, Andrea De Simon, Rocchina Del Priore, Annamaria Fabbri, Nicoletta Innocenti, Laura Malaterra, Rodolfo Pompucci, Alessandra Paraboschi, Roberto Pastrovicchio, Annalisa Raggio, Veronica Saracino, Serena Secci, Carlo Silva, Monica Sori e Lino Vecchiato.

La rassegna vedrà inoltre la partecipazione straordinaria di Maurizio Galimberti con una grande stampa di la Vucciria,  e di Renato Marcialiscon due opere della serie Caravaggio in cucina.

10Autoridel collettivo italiano ShootFood(Ilva Beretta, Paolo Della Corte, AlessandraDesole, Andrea Fongo, Raffaele Mariotti, Elisabetta Mazzonetto, Tatiana Mura, Laura Negrato,Andrea Sabatello e Guido Siviero) parteciperanno alla rassegna con una mostra fotografica daltitoloFood Colors.

Media Partner della rassegna il portale specializzato www.photographers.it, testata storica del settore Fotografia, ed il network Italia a Tavola, www.italiaatavola.net.


https://visura.co/edit/gallery/16390

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Anomale Architetture Aliene

15 Giugno / 15 Luglio 2016

Con questa nuova produzione SILOS, associazione culturale ARTE.MUSICA.ARCHITETTURA, promuove un evento che non vuole essere una esposizione o una mostra come le si intendono canonicamente!


La proposta è una “performance” interattiva, dove il pubblico, le opere e gli artisti sono parte anomala delle architetture aliene proposte.

Il percorso obbligato, le soste, le pause, le voci, le musiche e i silenzi sono gli elementi che definiscono e determinano le architetture aliene.

L’occasione è legata alla 15esima Biennale di Architettura e l’idea base è quella di riconoscere ruolo di “architettura” anche ad altri elementi del costruito, pur non essendone appartenenti.


Sono elementi di una architettura diversa, aliena, appunto! anomala, appunto!, ma che contribuisce a definire forme e spazi quotidiani a stregua di edifici e impianti urbani!

Durante una tavola rotonda il maestro Vittorio Gregotti intelligentemente definì il ruolo dell’architetto “.. un calligrafo del territorio!”

Indubbiamente dovrebbe essere questo il suo ruolo e non solo quello “stellare” delle grandi opere che troppo spesso divengono inconsapevolmente oggetto di “ispirazione” per l’architettura del quotidiano, deviandone il significato e proponendosi sul territorio in modi e fattezze inadeguati e troppo spesso imbarazzanti.


Calligrafi dello spazio quotidiano , saranno gli artisti invitati a partecipare, creando una performance collettiva con una rilettura e trascrizione del presente, con progetti per un nuovo presente, diverso e da imparare a leggere con consapevolezza!


Un ambizioso progetto, questo che SILOS si è impegnato a realizzare grazie alla collaborazione per la cura di Massimo Donà, Italo Zannier, Umberto Zampini .


Inaugurazione mercoledì 15 giugno 2016 alle ore 18.00




Italo Zannier / Umberto Zampini / Alberto Lasala / Paola Madorno

Elisabetta Zanutto / Piero Viti / Giulio Zannier

Marino Zancanella / Giancarlo Fabbi / Marco Nardini

Giovanni Di Vito / Claudia Zuriato / Laura Mirè / Gerhard Krammer

Davide Gabriele / Serena Nono / Nicola Golea / Paolo Salvarani

Andrea Tesauri / Cristina Maulini / Paolo della Corte





In occasione di veniceARTNIGHT, il 18 giugno , il poeta Julian Zhara insieme a performers, musicisti e poeti eseguiranno parte della loro produzione in live.








catalogo a cura di SILOS arte.musica.architettura


testi di:


Massimo Donà Università Vita-Salute San Raffaele – Milano


Italo Zannier


Umberto Zampini


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Squarci nelle tenebre



Squarci nelle tenebre


A cura di Maria Luisa Trevisan


Mirano, PaRDeS, 29 maggio -17 luglio 2016


Venezia, Art Factory, 7 giugno al 16 luglio 2016

Nei vari spazi espositivi saranno esposte opere di:

Rudy Barborini, Ariela Böhm, Fabio Bolinelli, Stefano Bonato, Alessandro Cadamuro, Alessandro Cardinale, Franco Cimitan, Anna Colitti, Franco Corrocher, Saul Costa, David Dalla Venezia, Paolo della Corte, Alberto Di Fabio, Enas Elkorashy, Nicola Evangelisti, Roberto Fontanella, Luigi Gattinara, Giovanni Giupponi, Cristina Gori, Nicholas Herdon, Bobo Ivancich, Laure Keyrouz, Abdallah Khaled, Raimondo Lorenzetti, Federica Marangoni, Maruzza, Mia Battaglia, Anastasia Moro, Aldo Pallaro, Pain Azyme, Barbara Pelizzon, Günter Pusch, Tobia Ravà, Ana Maria Reque, Marco Rostellato, Katia Scotti, Annamaria Targher, Cesare Vignato, Luigi Viola, Massimo Zanta.


Inaugurazione è domenica 29 maggio alle ore 17.

Siamo tutti pedoni/pedine, performance di Anastasia Moro con la partecipazione di Samuela Barbieri, performer, 5’


E’ da un po’di tempo che pensavamo ad una mostra sul contrasto luministico come metafora del contemporaneo, ad un’esposizione di forte impatto qual’è la dura realtà di questo momento storico, che interpreti attraverso la sensibilità degli artisti e l’efficacia comunicativa delle loro opere lo zeitgeist, lo spirito del tempo, questa sensazione psicologica generale incombente, d’impotenza di fronte ad un’attualità così esasperata, davanti alle tragedie e alle emergenze del quotidiano.

Più di un anno fa, dopo Charlie Hebdò avevamo già ideato un titolo (decisamente un po’ più soft) “Luci e ombre”. I tragici fatti di Parigi del Bataclan hanno ulteriormente impressionato, sconvolto, shoccato e così ritenevamo più opportuno invertire i termini con “Ombre e luci”, ma dopo Bruxelles siamo stati letteralmente travolti e sfiorati dalla tragedia, così abbiamo dovuto purtroppo ripiegare su un più brutale “Squarci nelle tenebre”.

La situazione – in generale - ci sembra precipitata, ci stanno crollando addosso tutte quelle certezze su cui ci siamo formati, costruiti come persone e cittadini del mondo. Speriamo di non arrivare alle tenebre totali! Biblioteche bruciate, statue frantumate a colpi di martello pneumatico, siti archeologici anche tutelati dall’Unesco distrutti e così beni culturali magnifici che hanno resistito nei secoli e che hanno testimoniato nei millenni la storia di antiche civiltà scomparse sono stati cancellati in un istante e così chi si è messo contro a questa barbarie è stato brutalmente ammazzato e umiliato. Vite spezzate di genti in fuga dalla distruzione. Donne deturpate e lapidate. Minori violati ed infanzia negata. Popoli annientati e spazzati via da altri popoli. Non pensavamo di dover assistere ancora una volta a tutto questo. Vien da chiedersi: la storia e la civiltà che ci è stata consegnata e che è stata così duramente guadagnata con la fatica ed il sangue di chi ci ha preceduto, sembra non aver insegnato nulla all’uomo contemporaneo? E guardando i muri che si stanno erigendo, dove è sono andati a finire le libertà, i valori, i diritti dell’Europa e dell’Occidente?

“Squarci nelle tenebre” affronta brutalmente la scottante attualità ed i cambiamenti epocali in atto, sociali, politici, geografici, culturali e ambientali (riscaldamento globale, nucleare, radiazioni, contaminazioni alimentari,… che stiamo attraversando, ma per non sentirci del tutto inermi ed impotenti spettatori cerchiamo di dare ognuno il proprio apporto per dare una speranza a chi ci seguirà nel cammino dell’umanità e cercare d’intravvedere al di là del tunnel, una luce, una riflessione che si estende, più in generale, alla condizione umana. Le opere esprimono emozioni e sentimenti, talvolta uno stato d'animo di profondo disagio ed angoscia per questo particolare momento storico di profondo dolore, crisi, carestie, catastrofi naturali ed incertezza, ma anche pur sempre una recondita e doverosa speranza. Siamo consapevoli che stiamo vivendo una fase storica epocale molto difficile, che dobbiamo analizzare e capire a fondo senza stereotipi e pregiudizi. L’artista capta con le sue antenne i segni di ciò che verrà, registra e preannuncia nelle opere situazioni accadute o probabili, esponendosi in prima persona con il proprio lavoro. Comprende il “tuo” stato d’animo e il “tuo” disagio che condivide appieno e che cerca di superare come può, con i mezzi dell’arte e della creatività, tuffandosi a capofitto nel lavoro senza pensare a cosa servirà nell’immediato, sicuramente a farci sentire meno soli e a condividere con altri artisti, operatori e semplici spettatori/visitatori paure, ansie, fatiche e dispiaceri, di un momento che possiamo decisamente definire tragico, con cui inevitabilmente dobbiamo fare i conti e cercare di superare con dignità e nel modo migliore possibile, facendo leva sul buon senso, sull’enorme serbatoio di creatività e cultura che caratterizza ogni civiltà e società. L’arte salverà il mondo? Vogliamo crederci!


Dal 29 maggio al 17 luglio presso gli spazi PaRDeS-Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, Mirano (VE), Via Miranese 42.

A Mirano visite su prenotazione da mercoledì a domenica dalle ore 16 alle 19 tel./fax 041/5728366 cell. 349 1240891; artepardes@gmail.com.


La mostra continua dal 7 giugno al 16 luglio a presso l’Art Factory di Tobia Ravà Dorsoduro 2324 a Venezia. Orari di apertura: da mercoledì a venerdì 16.00-19.00. Sabato 10-13 (in altri orari telefonare al 3457830244).


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CONFESSO CHE HO GIOCATO

Fase Architetti Associati propone in prima assoluta una mostra fotografica di Paolo della Corte e presenta l’app guida per la Bosnia Erzegovina realizzata per Oxfam Italia.

Giovedì 27 giugno 2013, ore 17>20 | Fase AA piazza Castello 17 | Milano

FASE ARCHITETTI ASSOCIATI di Milano, fondato da Paolo Sala e Anthony Fekete, è lo studio che si occupa di progettazione architettonica collaborando stabilmente con società e studi professionali per lo sviluppo di progetti, avvalendosi del contributo di esperti e studiosi per formare gruppi di analisi su temi di particolare complessità. Nello specifico i campi di applicazione spaziano dalla ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente alle nuove costruzioni, progettando abitazioni private, complessi residenziali, show rooms e sedi operative.

LA MOSTRA. “Confesso che ho giocato” di Paolo della Corte, fotografo con varie esperienze - dal reportage al ritratto d’autore - viene presentato in prima assoluta in Italia. È un lavoro di ricerca dell’autore sul rapporto fra realtà e gioco, e la percezione del gioco nella realtà circostante. La tematica portata avanti da Game ArtGallery dal 2008 con lo slogan ‘L’arte è in gioco’ viene qui affrontata in una indagine introspettiva, nata durante un viaggio in Bosnia Erzegovina quando - fotografando un lavoro di Jan Vormann fra i murales della pista dabob a Sarajevo - l’autore ha percepito chiaro il contrasto fra gioco e realtà. 

“Questa sensazione contrastante e inaspettata mi ha spiazzato” - racconta della Corte - “e mi ha reso evidente non solo l’importanza dell’insegnamento di mio padre, cioè che non bisogna mai perdere la capacità di giocare, ma il grande doloreche la perdita - anche solo per un istante - del “senso del gioco”, può causare. Ho iniziato quindi una personale indagine cercando di immortalare con il mio obiettivo proprio quel passaggio labile, un punto di confine quasi impercettibile, nel quale il gioco e i suoi strumenti possono rendere la realtà ancora più feroce di quanto non sia.”

LA APP. Un contrasto forte, che non poteva non nascere in un Paese come la Bosnia Erzegovina, ricco di storia e dalla natura potente, che Paolo della Corte, in collaborazione con la giornalista e scrittrice Serena Guidobaldi, ha raccontato anche attraverso le sue foto in una app realizzata per Oxfam Italia nell’ambito del progetto “Sostegno alla creazione e promozione di percorsi di turismo ambientale sostenibile in Bosnia Erzegovina” cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano.“La app è strutturata come una guida dove gli itinerari sono tracciati per colore” spiega Silvana Grispino,Country Director di Oxfam Italia in Bosnia Erzegovina “Una caratteristica della Bosnia Erzegovina che immediatamente salta all’occhio, soprattutto quando per la prima volta si visita questo Paese, sono infatti i suoi colori brillanti. Per questo li abbiamo voluti come chiave narrativa di questo lavoro che si intitola“Somewhere [over the Rainbow] - tutti i colori della Bosnia Erzegovina” e che è una guida per costruire itinerari fuori dagli schemi, ma anche una serie di racconti per parole, suoni e immagini da leggere prima, durante e dopo il viaggio, alla scoperta di una terra “oltre l’arcobaleno”. In questo lavoro ben si inseriscono le fotografie di Paolo della Corte, il cui sguardo positivo è la migliore testimonianza della ripresa e della vitalità di questo territorio.”“Le fotografie di Paolo Della Corte e l’app che testimonia da vicino la ripresa e la vitalità di un territorio ricco di culture e tradizioni -spiega Debora Ferrari che ha portato il tema alla Biennale di Venezia- portandoall’attenzione di tutti il senso profondo delle attività umanitarie volte a comprendere e salvaguardare delle identità per accompagnarle alla loro rinascita completa e la documentazione serve a connettere verso l’esterno e comprendere verso l’interno”

© 2017 Paolo della Corte via Visura